FIMMG Federazione Italiana Medici di Famiglia
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Certificati on line, Fnom chiede la proroga
30-12-2009 wm
grosse perplessitą sulle ricadute professionali
Una proroga per il trasferimento all’Inps delle competenze sui certificati malattia per i pubblici dipendenti, previsto dal Dl 150/2009 sull’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico.
A chiederla - con una lettera inviata il 10 dicembre al ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e all’allora ancora vice- ministro alla Salute, Ferruccio Fazio - è la Federazione nazionale degli Ordini dei medici.
Brunetta, dal canto suo, ha ribadito che l’invio dei certificati on line «consentirà un alleggerimento importante di burocrazia per l’Inps», che il sistema «verrà realizzato concretamente tra dicembre e gennaio» e che «dopo un mese di “doppio canale” decideremo il d-day». Secondo la Fnom, però, le nuove norme sui certificati malattia mettono i medici in «forte disagio». Urge in particolare «un chiarimento interpretativo» del comma 3 dell’articolo 55 quinquies in cui si dispone che le certificazioni non possono riferirsi a «dati clinici non direttamente constatati né oggettivamente documentati ».
Previsione che «non potrà non riflettersi in una seria difficoltà per i cittadini nell’ottenere i certificati»: per molte patologie, infatti, come le emicranie e alcune lombalgie, non esistono dati clinici obiettivi. Altre, come le coliche o la cefalea, possono non lasciare postumi rilevabili al momento della visita.
Alla luce delle tante incertezze, per la Federazione appare «ancora più iniquo e del tutto sproporzionato il regime sanzionatorio per i medici ». Non solo: l’applicazione letterale della norma potrebbe portare i professionisti a «mettere in campo costosi e inutili comportamenti difensivi».
La Fnom si dice dunque disponibile a «collaborare a un chiarimento della situazione » prima del trasferimento delle competenze all’Inps, cioè prima che i certificati debbano essere inviati on line con la relativa diagnosi.
A fianco della Federazione si sono schierati compatti i sindacati medici, dalla Fimmg all’Anaao, dal Sumai alla Cgil medici. «La situazione, non chiarita, potrebbe creare gravi disagi agli assistiti e rischi ai professionisti», sottolinea Giacomo Milillo, segretario Fimmg, che rilancia la sua proposta di autocertificazione per brevi periodi di assenza dal lavoro.
Gli ospedalieri dell’Anaao, denunciano come le nuove norme prevedono uno «sproporzionato e grottesco regime sanzionatorio, che equipara la falsa certificazione medica ai reati di maggiore pericolosità sociale» e «rendono le certificazioni un impegno oneroso».
«Il certificato di malattia on line - aggiungono Massimo Cozza e Nicola Preiti, della Cgil medici - è un obiettivo che condividiamo, a tutela dei lavoratori, ma da attivare con un realistico percorso condiviso e non con annunci, minacce o punizioni. Smettiamola con la propaganda e lavoriamo fattivamente, prevedendo una proroga per il tempo necessario».